Nel 2025, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha introdotto significative modifiche alle normative che disciplinano la certificazione degli incubatori e acceleratori di startup innovative, in attuazione dell’articolo 30 della legge n. 193/2024. Questo provvedimento si prefigge di potenziare il supporto a giovani imprese ad alto contenuto tecnologico e di favorire l’innovazione in Italia.
Il Ministero ha aggiornato i requisiti minimi necessari per la certificazione degli incubatori e ha introdotto disposizioni specifiche per gli acceleratori. Gli incubatori, definiti come società di capitali o cooperative, devono offrire servizi volti a sostenere la creazione e lo sviluppo di startup innovative. Per essere certificati, devono soddisfare requisiti quali:
– Aree adeguate con spazi riservati per test e ricerca
– Attrezzature idonee, tra cui accesso a internet ad alta velocità e macchinari per prototipi
– Una gestione da parte di professionisti esperti in imprenditoria e innovazione.
– Collaborazioni regolari con università e centri di ricerca.
– Comprovata esperienza nel supporto e accelerazione di startup innovative.
Gli acceleratori, invece, si caratterizzano per un focus esclusivo sulle attività di supporto alle startup, richiedendo esperienze specifiche nel campo e una struttura dedicata.
Sia gli incubatori che gli acceleratori devono essere iscritti alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Per ottenere la certificazione, è necessario raggiungere un punteggio minimo basato su parametri come la qualità degli spazi, l’esperienza del personale e le performance delle startup supportate. Questo sistema di valutazione mira a garantire standard elevati e a promuovere la crescita delle startup innovative.
Le Camere di Commercio saranno responsabili di inviare analisi periodiche al Ministero, monitorando l’efficacia delle nuove misure e apportando eventuali revisioni annuali. Gli incubatori e acceleratori dovranno conservare la documentazione attestante i requisiti e saranno soggetti a controlli per verificare la veridicità delle informazioni fornite. In caso di false dichiarazioni, si prevede la revoca dei benefici fiscali e delle agevolazioni.